SITTING VOLLEY: tutto quello che c'è da sapere su questa disciplina

Scopri qui tutto quello che c’è da sapere riguardo il sitting volley, le sue regole, le differenze con la pallavolo, quando è stato inventato e se è uno sport Olimpico! Tutte le vostre domande troveranno una risposta

Sitting Volley: tutto quel che c'è da saperediscipline

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, qual è il nome corretto di questa disciplina? In italiano si parla di sitting volley, mentre in inglese prende il nome di sitting volleyaball. Questa disciplina deriva direttamente dalla pallavolo, le cui regole puoi trovare qui

Un pochino di storia

Rintracciare le origini del sitting volley non è così facile come in altri casi ma proviamo a fare ordine:

- Le prime partite mai disputate, sebbene in veste non ufficiale, risalgono agli anni 40, sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito, dove si giocavano partite a beneficio della riabilitazione dei veterani.
- Il primo match ufficiale invece ha una data molto precisa: 5 maggio 1956, giorno in cui la Federazione dei Paesi Bassi organizzò un evento a scopo dimostrativo con un pubblico pari a 25.000 spettatori.
- Qualche anno più tardi, nel 1967 Germania, Svezia, Danimarca e Paesi Bassi, disputarono il primo torneo internazionale.

Fino a questo momento però ogni paese praticava una versione leggermente diversa del sitting volley, ognuno giocava con le sue regole.

Solamente nel 1980 viene formata una Commissione Ufficiale, con lo scopo di scrivere il regolamento della disciplina. Questa decisione viene presa in occasione del debutto Paralimpico del sitting volley, nei giochi di Mosca 1980. Sebbene per il torneo di Sitting Volley femminile si dovette aspettare fino al 2004, almeno su questo siamo riusciti a fare chiarezza: il sitting volley è uno sport Olimpico.

Per quanto riguarda le origini dello sport, lasciamo a voi la decisione: quando è stato inventato?

Allenamento di sitting volley

Le regole del gioco

Che differenze ci sono rispetto alla pallavolo?

Anche se il sitting volley discende direttamente dalla pallavolo e mantiene con questa parecchi punti in comune, ci sono alcuni aspetti differenti che vale la pena vedere.

Partiamo dal campo. Un campo regolare da sitting volley misura 10 x 6 m, con la rete alta 1.15 m per gli uomini e 1.05 m per le donne, le antenne misurano 1.60 m, la linea di attacco è posta a 2 m di distanza dalla rete.

I giocatori possono toccare il pallone con qualsiasi parte del corpo, a condizione che non perdano contatto con il terreno. Infatti, se un giocatore dovesse sollevarsi dal campo, l’arbitro sarebbe costretto a fischiare fallo. L’unica deroga a questa regola interviene in azioni difensive estreme, solo in seconda linea, in cui una brevissima perdita di contatto può essere tollerata.

Sfiorare la rete è consentito nel gioco del sitting volley a patto che il tocco non interferisca con il gioco della squadra avversaria. Questa regola non vale per la banda bianca superiore, toccarla significherebbe commettere comunque un fallo di invasione.

Inoltre se durante un contrasto a rete la palla fosse trattenuta per più di 3 secondi dai due giocatori, verrà fischiato un fallo di contesa e l’azione verrà ripetuta.

Le regole del gioco

Che similitudini ci sono con la pallavolo?

A sitting volley si gioca con lo stesso pallone con cui si gioca a pallavolo: 65-67 cm di circonferenza e 260-280 g.

Altri aspetti in comune:
Il numero dei giocatori: 6 in campo in ogni momento.

Ciascuna squadra può essere composta da un massimo di 14 giocatori.

La struttura del gioco: si vince al meglio dei 5 set, ogni set termina a 25 punti (ad eccezione del quinto che termina a 15), con la classica regola dei due punti di vantaggio.

Ogni squadra può individuare due liberi: i loro migliori giocatori in difesa.

Passaggio tra giocatori di sitting volley

Il gioco

Il gioco segue la stessa logica della pallavolo, vediamola nel dettaglio.

Ogni azione comincia con il servizio o battuta che, al contrario di quanto accade nella pallavolo, può essere murato o attaccato. Entrambe le prime linee quindi, devono essere super concentrate e pronte a reagire.

Quando l’arbitro fischia l’inizio di un’azione, i sei giocatori in campo devono essere nella corretta posizione: 3 in prima linea e 3 in seconda, per evitare i falli di posizione.

Lo scopo del gioco è evitare che la palla tocchi terra nel proprio campo o costringere la squadra avversaria a commettere un errore, dopo ogni azione si assegna un punto a una delle due squadre.

Ogni squadra può effettuare 3 passaggi, prima di poter mandare la palla nell’altro campo, questo numero sale a 4 se il primo tocco è stato un muro. Nessun giocatore, tranne chi ha appena murato, può toccare la palla due volte.

I gesti base del gioco sono gli stessi della pallavolo: servizio, passaggio, alzata, schiacciata, muro e difesa. 

Chi può giocare a sitting volley

La bellezza di questa disciplina sta nel fatto che a livello amatoriale e a livello nazionale, chiunque può giocare a sitting volley, testando i propri riflessi e capacità tecniche.
Per gareggiare a livello internazionale però, una disabilità fisica deve essere certificata tramite il processo di classificazione.

Ora conosci tutte le regole del sitting volley, la storia e le differenze che ci sono con la pallavolo e pui far conoscere a tutti questo fantastico sport ma soprattutto, puoi fari il tipo per questi incredibili atleti, nel corso dei prossimi Giochi Paraolimpici!!