Misurare il polso per camminare bene

Il cuore si fa sentire dopo un quarto d’ora di camminata? Hai pensato a misurare il polso? Un gesto semplice, particolarmente utile per seguire il ritmo cardiaco. Anche se ce ne dimentichiamo spesso, il cuore è un eccellente indicatore della condizione fisica. Perché e come misurare il polso: ti diciamo tutto quel che devi sapere per camminare in fretta e bene!

PERCHE' MISURARE IL POLSO?

Misurando la frequenza cardiaca (o il polso) regolarmente è possibile misurare anche gli effetti positivi dell’allenamento sulla salute. Nella camminata sportiva, può anche riflettere l’intensità dello sforzo sostenuto durante un allenamento. Per i principianti, misurare il polso è anche un modo per organizzare meglio l’allenamento e distribuire lo sforzo sull’intera durata dell’allenamento evitando di andare «in riserva» fin dai primi chilometri.

MISURARE LA FREQUENZA CARDIACA A RIPOSO

Per confrontare la frequenza cardiaca di più allenamenti, devi conoscere il polso a riposo. L’ideale è misurarlo al mattino o alla sera, quando sei calmo e rilassato, e preferibilmente in posizione distesa.

Posiziona tre dita sul polso o sulla carotide (nell’incavo del collo) e conta il numero di battiti in 30 secondi. Dopodiché, moltiplica il numero ottenuto per due in modo da ottenere le pulsazioni al minuto. Il risultato ottenuto corrisponde alla frequenza cardiaca a riposo: 60 battiti al minuto, per esempio.

COME MISURARE IL POLSO DURANTE O DOPO L’ALLENAMENTO?

Per misurare la frequenza cardiaca dopo l’allenamento, il principio è lo stesso. Tuttavia, come ti renderai presto conto, è molto meno facile calcolare con precisione il numero di battiti quando la frequenza cardiaca è aumentata in seguito ad uno sforzo! Ecco perché, nella camminata sportiva, la maggior parte degli sportivi usa un cardiofrequenzimetro. Molto pratico, questo strumento capta la frequenza cardiaca e permette di seguire in un batter d’occhio l’intensità dello sforzo. Un buon metodo per migliorare camminando al proprio ritmo!

REGOLARE LO SFORZO IN FUNZIONE DELLA FREQUENZA CARDIACA

Tieni sempre conto della frequenza cardiaca per regolare lo sforzo fisico. Nel nordic-walking, per esempio, se sei a meno di 120 pulsazioni al minuto durante l’allenamento, ti trovi ancora nella zona comfort e il lavoro non è ottimale. Se sei invece al di sopra di 160, inizi probabilmente a entrare «in riserva» e devi rallentare per resistere a lungo. È importante sottolineare che la frequenza cardiaca è soggettiva e strettamente correlata allo stato di salute. Non dimenticare di consultare un medico se necessario.

Una cosa è sicura: più cammini regolarmente, più il cuore sarà allenato e più la frequenza cardiaca sarà bassa a riposo, durante e dopo lo sforzo. Questo ti permetterà di recuperare in fretta dopo ogni allenamento, o di passare a una velocità superiore!

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